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Cosa fare a Palermo, le esperienze da non perdere. Seconda Parte

Considerare Palermo dal punto di vista artistico, architettonico, significa essere consapevoli dei secoli di dominazioni, cambiamenti, influenze variegate e distanti. Siamo evidentemente greci, latini, arabi, normanni, angioini, spagnoli. Lo si vede certo dalla fisionomia, da ogni volto. Lo si assaggia in cucina, lo si ascolta nei dialetti, si scorge passeggiando in centro. Se una cupola araba si staglia all’orizzonte subito dietro una chiesa barocca abbaglia per il candore dei suoi marmi.

Allora passeggiare per il centro storico è un viaggio nel tempo attraverso atmosfere lontane, improvvisi cambiamenti e stupefacenti contrasti. Farne esperienza diretta riempie gli occhi di dettagli. Non è una città che accontenta, Palermo. Nel senso che si ha sempre l’intensa curiosità di saperne di più, di andare più a fondo. Ed è una città che sicuramente non delude mai, Palermo. Certo, fa arrabbiare e addolora a volte, ma è la straordinaria bellezza che trattiene ed emana insieme che porta a crederla e desiderarla ancora più bella.

Dopo la Cattedrale, il Teatro Massimo, Piazza Pretoria e i Quattro Canti, dopo aver messo la spunta sui principali siti turistici presenti sulla mappa, alla città si chiede di più. E Palermo risponde allora stimolando in maniera insistente il turista curioso e attento.

Non è necessario allontanarsi troppo dal centro storico, del resto si sa, i tesori sono nascosti sempre sotto i nostri occhi. Allora svolti l’angolo, percorri un vicolo e lo trovi lì di fronte a te, immenso e fastoso perciò imperdibile o piccolo e in apparenza trascurabile, poi sorprendente.

L'Oratorio di San Lorenzo 

Da corso Vittorio Emanuele, svolti l’angolo in Via dell’Immacolatella, percorri il vicolo stretto che già ti fa pregustare la presenza della Piazza San Francesco che si apre di fronte a te. L’Oratorio di San Lorenzo sorge a lato della Chiesa di San Francesco. Fu costruito nel 1569 dai francescani per ovviare al problema della sepoltura dei morti meno abbienti del quartiere della Kalsa.

Oggi è un unicum nel panorama barocco italiano, custodisce infatti i migliori risultati dell’arte del Serpotta.
Il Bianco delle tante sculture al suo interno è dato dalla tecnica magistralmente ideata dal Serpotta stesso che mescola gli stucchi con la polvere di marmo, il che conferisce una lucentezza e una plasticità eccezionale.

Le Virtù, i Putti, gli episodi della vita di San Francesco e lo splendido martirio di San Lorenzo, sembrano prendere vita. Forse lo stesso Serpotta si è voluto rappresentare tra i tanti personaggi presenti. L’Oratorio fino al 1969 ha ospitato una delle opere d’arte più belle e oggi più ricercate al mondo “ La Navità del Signore” di Michelangelo Merisi, il Caravaggio. Custodita sin dal 1609, trafugata poi, si teme possa essere stata bruciata o tagliata in più parti per poterla facilmente rivendere.

Santa Maria dell'Ammiraglio, San Nicolò dei Greci, la Martorana 

I molteplici nomi che la identificano ci fanno già immaginare una ricca trafila di eventi che rendono oggi questa Chiesa un vero e proprio Monumento storico, patrimonio dell’umanità UNESCO.

Si trova in Piazza Bellini, dunque, lasciata Via Maqueda, alle spalle di Piazza Pretoria, quasi a nascondersi dalla meravigliosa fontana della Vergogna, la troviamo di fronte a noi e mai potremmo aspettarci da fuori quanta storia racchiuda in se.

Voluta da Giorgio di Antiochia, ammiraglio siriaco (ecco perché Santa Maria dell’Ammiraglio), nel 1143; successivamente fu più volte distrutta e restaurata. Questo avvicendarsi di eventi ha creato al suo interno una particolare mescolanza di stili. Rinomata soprattutto per i suoi mosaici che insieme a quelli della Cappella Palatina, senza dimenticare il Duomo di Monreale, costituiscono gli esempi siciliani migliori. Nota ai più come La Martorana, nome legato alla fondatrice del convento particolarmente conosciuto negli anni trenta del 1500, Eloisa Martorana.

Si narra che nel 1537, attendendo in visita Carlo V, le monache dispiaciute perché il giardino non si presentasse in tutta la sua floridezza, lo arricchirono con della frutta fatta con le mandorle e la colorarono. Per noi siciliani la frutta martorana oggi è una delle più antiche tradizioni gastronomiche, legata alla festività dei morti.

Palazzo Chiaramontie – Steri 

Passeggiando verso il mare non si può non finire a Piazza Marina e da lì, nascosta dal uno dei ficus più grandi d’Europa, spettacolare monumento naturale, l’imponente costruzione.
Il Palazzo Steri (da hosterium, fortezza), fu dimora di Manfredi Chiaramonte nel XIV secolo. Fu anche, purtroppo, sede del Tribunale dell’Inquisizione e oggi del Rettorato dell’Università di Palermo.

Come tutti gli edifici della città, anche Palazzo Steri nel tempo ha subito modifiche e cambiamenti a volte avventati. Abbastanza serrata la polemica riguardante il restauro novecentesco, un intervento volto a cancellare tutto quello che potesse ricordare il passato oscuro del Tribunale dell’Inquisizione. Venne dunque eliminato il patibolo utilizzato per i criminali di bassa estrazione, anche le gabbie dove venivano esposte le teste ciondolanti dei nobili decapitati; queste però, come a dimostrazione che la storia non si può eliminare, mai, hanno lasciato profondi solchi.

Recentemente sono state riaperte al pubblico le carceri del Palazzo e al loro interno straziante la successione di graffiti dei prigionieri: poesie, preghiere, disegni. Il Palazzo è particolarmente noto anche perché ospita uno dei dipinti che è passato alla storia come simbolo della nostra città, La Vucciria di Renato Guttuso.
Ma quanti giorni dovreste rimanere a Palermo se è la vostra prima volta qui? Quanti giorni di ferie basterebbero per fare entrare nel proprio bagaglio tutto quello che la città ha da regalare? Tanti, troppi: forse, l’unica soluzione è tornare.

Per leggere la prima parte dell’articolo vai su “Cosa fare a Palermo, le esperienze da non perdere. Prima Parte“

Cosa fare e
cosa mangiare
 

I consigli del b&b su cosa potresti fare a Palermo, ad esempio cosa mangiare, cosa vedere e come organizzarsi per ottimizzare il tempo e vivere il maggior numero di esperienze possibili. Una serie di suggerimenti pratici su cosa fare a Palermo, una città con tante sfaccettature diverse, adatta al turismo di tipo familiare, culturale e giovanile.

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